Rio delle Amazzoni, Brasile

…….La chiatta sulla quale dobbiamo imbarcarci è un pontone di cento metri di lunghezza e venti di larghezza, un gigante di ferro e ruggine spinto da un rimorchiatore…….

…….Alle sette in punto, quando ormai è buio pesto, i motori aumentano di giri e la chiatta, con un potente strattone, si libera dalla melma del molo e in pochi minuti raggiunge il centro della baia……

 
     

…….Il fiume è talmente largo che sembra di essere in mare aperto; le onde fanno oscillare il pontone e ogni tanto grossi tronchi portati dalla corrente sbattono contro la chiglia con tonfi sordi…….

…….I nostri timori iniziali sono ormai fugati e la vita a bordo comincia a piacerci; l'ambiente che ci circonda, così nuovo e inusuale, è motivo di continua meraviglia. La chiatta per incontrare meno resistenza risale la corrente sempre a pochi metri dalla riva, dal lato opposto il fiume è talmente largo che non si vede terra. Sulla sponda vicina la foresta scorre davanti a noi come il panorama dai finestrini di un treno in corsa: quando l'immensa massa vede si dirada appaiono villaggi di poche capanne di legno. Dove la corrente è meno forte indios con le loro canoe si affiancano e salgono a bordo. Ci offrono pesci tigrati dai lunghi baffi e in cambio chiedono caffè, zucchero e soprattutto gasolio per accendere le lampade delle loro capanne…….

 
       
 

…….Un paio di volte al giorno ci sorpassano dei vaporetti a più piani stracarichi di passeggeri con la musica a tutto volume, sui ponti sono state stese amache e decine di persone si sbracciano per salutarci……

…….La sesta notte di navigazione vediamo all'orizzonte un chiarore giallastro. Sono le luci di Manaus, abbiamo percorso 1900 chilometri da quando siamo partiti da Belem…….